Grecia si rivolge al Fmi: 20 miliardi di euro in arrivo
Il rischio crac dietro l’angolo, l’impasse dell’Europa incapace di elaborare una risposta comune davanti alle sofferenze economiche di uno stato membro, l’ipotesi tardiva di un fondo monetario Ue per sopperire alle crisi di liquidità ormai ricorrenti, le frizioni tutte francesi tra Nicolas Sarkozy e Dominique Strauss Kahn, direttore del Fmi, per venire in aiuto alle finanze greche.
Oggi una parziale conferma di un intervento di Washington, sede dell’unica istituzione economica veramente globale, l’Fmi per l’appunto, in soccorso della Grecia. Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, citando una mail interna e riservata alla Goldman Sachs inviata dal chief-economist, Erik Nielsen, ai clienti della merchant-bank più importante del mondo (e tra i principali finanziatori del Fmi), sarebbe certo un prestito di 20 miliardi di euro per consentire al Paese ellenico di uscire dalla crisi.
Il premier greco, George Papandreou, intanto smorza gli entusiasmi. Interrogato oggi dai cronisti finanziari di mezzo mondo si è limitato a dire che “la Grecia si trova nuovamente in un momento chiave come accaduto più volte nella sua storia”. E ha lanciato una critica. neanche troppo velata, alla Ue, sottolineando come la “grande sfida di oggi è fortificare e sostenere l’eurozona e la moneta unica”. Come dire che l’esempio della crisi greca serva da lezione per il futuro.
Dal Bundestag, il parlamento tedesco, Angela Merkel ha oggi dichiarato di essere favorevole a un intervento del Fmi. Ma “preferisce – spiegando la posizione della Germania sul tema – che in una situazione di emergenza un simile aiuto sia fornito come combinazione tra il fondo monetario internazionale e uno sforzo congiunto di misure bilaterali nell’area euro”. Una sorta di aiuto “di ultima istanza a cui ricorrere quando l’accesso ai mercati finanziari è esaurito”.
Proprio in queste ore si sta tenendo il vertice Ue a Bruxelles con i capi di stato e di governo europei. E la situazione di Atene è al vertice dell’agenda politica degli stati membri. Di concerto con la necessità di “dare stabilità alla zona euro”, che in questi giorni ha mostrato tutta la sua fragilità di fronte agli attacchi speculativi dei traders. Una serie di misure che dovranno andare nella direzione di una maggiore cooperazione fra gli Stati per affrontare con celerità le prossime crisi economiche. E le finanze di alcuni Paesi non invitano certo all’ottimismo, Italia in primis.
I sentieri delle parole tra associazioni e luoghi comuni da sfatare
La parola come interpretazione del reale. Come categoria per comprendere quello che ci circonda. Come filo logico per dare forma e sostanza a quello che leggiamo quotidianamente sul web e carta stampata. Che ascoltiamo distrattamente in radio. Che assorbiamo inopinatamente alla tv.
Parole, parole, parole è uno spazio telematico pensato accuratamente. Leggero e ironico. Che si crogiola tra il serio e il faceto, dimostrando acume e riflessione, humour e linguaggio satirico. E’ un’agorà de-strutturalista, che si diverte a smontare luoghi comuni, sfatando miti e tradizioni, facendo il verso alle credenze popolari di cui spesso abusa la gente come scorciatoia del pensiero. Un esempio? Più realista del re è una rubrica unica nel suo genere. Che l’autrice, Irene Soave, centellina per gli appassionati del web associando, sotto forma di flusso di coscienza di joyciana memoria, una serie di detti, aneddoti e considerazioni che spesso senti nei mercati e dal parrucchiere, al supermercato o al bar sotto casa.
Ma quello che più colpisce l’internauta che incontra questo blog navigando tra i mille percorsi della rete è la capacità dell’autrice di fornire spunti e associazioni mai prive di senso partendo da una key word. Facile a dirsi, un po’ più complicato a farsi. Soprattutto se collegare tematiche così diverse, spaziando dalla politica alla società, dal costume allo spettacolo, dalle cronache alla cultura utilizzando una parola ricorrente è un esercizio linguistico raffinato che porta con sè un rischio: quello di fare accostamenti pindarici senza un vero nesso di causalità. Ecco, scorrendo i post di Parole, parole, parole, ci si accorge che invece ogni notizia è collegata alla seguente, scritta con leggerezza e sobrietà, e pensata per non far perdere il filo delle parole. Un dedalo per non perdersi nel labirinto della modernità.
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